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mercoledì 16 novembre 2016

Step 14- Chimica

Come già detto nei post precedenti, il vermiglio è un colore ricavato dalla macinazione del cinabro contenente solfuro di mercurio (HgS).
Tale minerale si può trovare in giacimenti diversi per natura e per età ed ancor oggi, in piccola misura, continua a formarsi nelle solfatare e in sorgenti termali, come quelle di Sulphur Bank (California) e di Steamboat Springs (Nevada).
Attualmente le miniere più importanti di cinabro (utilizzate esclusivamente per l'estrazione del mercurio) sono quelle del Monte Amiata (Toscana) e quelle di Idra (Istria), poi quelle spagnole di Almadèn (Nuova Castiglia) e quelle cinesi del Kweichow (Cina Meridionale).


formula chimicaHgS
colorerosso cocciniglia al rosso bruno
lucentezzaadamantina, blendacea
opacitàtrasparente in sezioni sottili
sfaldaturaromboedrica
durezza2-2½³ Mohs
densità8,19 g/cm³
classificazione StrunzII/C.18-10
gruppo spazialeP 3121, P 3221
Cinabro

E' solubile in HNO3 e nell'acqua regia.
Scaldato in tubo chiuso volatilizza senza fondere e dà sublimato nero di HgS che, per confricazione diviene di un bel colore rosso; scaldato con Na2CO3 o con cianuro di potassio dà sublimato di mercurio metallico nella parte fredda del tubo.
Il cinabro cristallizza nel sistema trigonale.
In genere si presenta in masse che hanno un tipico colore rosso vivo. Le uniche località in cui sia frequente la formazione di splendidi cristalli fino a dimensioni di alcuni centimetri si trovano nella provincia cinese dello Hunan.
Esistono due forme cristalline. Il pigmento derivato dal cinabro si estrae da quella α, che possiede struttura trigonale, mentre esiste una seconda forma detta β o metacinabro, microcristallina, con struttura cubica.
Il cinabro esposto alla luce annerisce, e se conservato in ambienti umidi si deteriora rapidamente, scurendosi (cfr. Step 11).

venerdì 4 novembre 2016

Step 09- L'Abbecedario

A: Alchermes (Step 12)


B: Helen Roberts Bohannon (Step 17)




C: Cinabro (Step 01)



D: Daniel Libeskind (Step 22)



E: Eyes (Step 07)



F: Fenice (Step 08)



G: Golden Gate (Step 22)



H: HgS (Step 14)



I: Irving Morrow (Step 22)



L: Labbro (Step 06)



M: Melograno (Step 12)



N: Nepal (Step 08)



O: Olivetti (Step 15)



P: Piramo (Step 04)



Q:  Vermiglio della Quercia (Step 01)



R: Rubino



S: Sangue (Step 23)



T: Torii (Step 08)



U: Ungheria (Step 10)

"scudo in otto parti d'Ongaria fasciato d'argento, e vermiglio "



V: Vespa (Step 13)




Z: Zafferano (Step 12)

giovedì 27 ottobre 2016

Step 06- I colori nella scienza

Questo step è basato sul legame tra il colore e la scienza, ho quindi ricercato come il vermiglio sia entrato nella storia della scienza e, come vedremo, lo si ritrova in campi molto diveri tra loro.

Anatomia

Da un punto di vista anatomico la bocca è distinta in labbro superiore ed inferiore, il secondo uguale o leggermente più corto del superiore.
Il labbro superiore si distingue in una porzione cutanea del labbro (il cosiddetto labbro bianco) (a) che va dai solchi naso-genieni e dal naso sino al bordo del vermiglio determinando la salienza più o meno marcata dell’arco di Cupido a M piuttosto appiattita.
Labbro bianco che presenta uno spesso strato cutaneo ricco di annessi piliferi e fortemente aderente al piano muscolare.
La porzione cutanea del labbro superiore presenta al centro una depressione, il filtro (b), delimitata ai lati da due salienze, le colonne del filtro (e) che poi degradano verso i lati del labbro bianco.
La porzione mucosa del labbro, o labbro rosso (c), si divide nel vermiglio che inizia dalla giunzione cutaneo-mucosa, linea di passaggio dalla cute, e si continua nelle colonne del vermiglio che lo caratterizzano e lo differenziano dalla mucosa che invece è tipicamente liscia all’interno del labbro. 
Vermiglio o labbro secco, senza ghiandole e follicoli piliferi, che continua nel labbro umido, interno, in continuità con la mucosa buccale con numerose ghiandole salivari minori, appoggiato ad uno strato connettivale lasso dove passano vasi e nervi sensitivi che lo separa dal piano muscolare.

Zoologia

Vermillion flycatcher
Il vermillion flycatcher (Pyrocephalus rubinus), in italiano detto Vermiglio pigliamosche, è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Tyrannidae. La sua lunghezza è di circa 13-14 cm, il suo peso varia tra gli 11 e i 14 g, è fortemente dimorfico: il maschio presenta una colorazione rosso brillante con piumaggio marrone scuro mentre la femmina è caratterizzata dal ventre color pesca e il dorso grigio scuro. E’ molto apprezzato dai birdwatcher ma non viene tenuto in gabbia poiché i maschi in cattività perdono il loro colore.
Generalmente questi volatili preferiscono zone aperte, si possono quindi trovare su alberi o arbusti nella savana, ma anche boscaglie, zone agricole e deserti purchè vicino all’acqua.
Sono diffusi in quasi tutto il Messico, nel Sud-Ovest degli Stati Uniti, in zone sparse dell’America centrale e meridionale ma si trovano anche nelle isole Galapagos.


Cinabro

Facendo riferimento al Cinabro, in quanto minerale da cui è estratto il vermiglio e nome con cui talvolta viene indicato questo colore, si possono trovare altri collegamenti.

Medicina

Modica, Sifilicomio
In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta e medico autodidatta Tommaso Campailla (Modica, 7 aprile 1668  Modica, 6 febbraio 1740) come componente per la cura della sifilide, facendolo evaporare per mezzo di un braciere dentro una "botte".
La "botte" in realtà è una stufa mercuriale con all'interno uno sgabello, sul quale il paziente veniva fatto sedere, in attesa della cura. 
Questa consisteva nel versare, in un braciere che si trovava pure all'interno della stufa, la dose di cinabro, da cui per sublimazione esalavano i vapori di mercurio, che erano poi assorbiti dal corpo del paziente in piena sudorazione.
La novità introdotta dal Campailla consistette nell'aggiunta dell'incenso all'interno della botte, in una dose che consentiva ai vapori sprigionati di essere più "respirabili", per un certo lasso di tempo, variabile dai 10 ai 20 minuti circa, a seconda dalle condizioni soggettive del paziente.
L'apporto del Campailla consentì di modificare la forma della botte, rispetto alle altre esistenti in giro per l'Italia e l'Europa: queste ultime avevano un foro in alto, da cui usciva la testa dei malati di sifilide, che in tal modo non respiravano i vapori di mercurio medicamentosi. 
Stufa mercuriale, Modica
I vapori esalati con questo vecchio metodo erano curativi solamente per i sifilomi che infestavano la cute dei malati, che regredivano, ma non si aveva la guarigione dal morbo (che soltanto con la penicillina si sarà in grado di debellare), i cui germi continuavano ad agire e miltiplicarsi nel sangue dei soggetti infetti. 
Grazie all'innovazione di Tommaso Campailla, i pazienti venivano invece introdotti all'interno della botte, testa compresa, onde consentire ad essi di respirare la miscela di mercurio e incenso, la quale in tal modo, agendo all'interno del sangue, uccideva i germi diminuendo la carica patogena dei batteri; ciò comportava delle guarigioni, a volte anche definitive, che all'epoca venivano spesso considerate miracolose.
"...Dopo la cura mercuriale col metodo Campailla si può assistere a delle rinascite complete di individui ridotti in condizioni impressionanti di cachessia o con lesioni tali da rendersi impossibile qualsiasi intervento curativo per via percutanea o ipodermica".

Chimica

Il cinabro attualmente, per via della sua composizione chimica che lo rende tossico, viene impiegato come materia prima per l’estrazione del mercurio.
Inoltre storicamente, per la sua capacità di trasformarsi in mercurio, è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell'antichità, e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle tecniche di longevità e di ricerca dell'immortalità, proprie del Taoismo.

Questi ultimi due argomenti verranno approfonditi in uno step successivo, tuttavia, data la natura di questo post mi è sembrato opportuno fare una piccola anticipazione.

Fonti:



giovedì 20 ottobre 2016

Step 01- Definizione


Vermiglio

Vermiglio della quercia
Il rosso vermiglio (dal latino vermicŭlus, diminutivo di vermis, ovvero verme, perché simile al colore estratto dall'insetto omottero detto Kermes vermilio), è una tonalità di rosso molto vivo, colore intermedio fra l'arancione ed il rosso porpora; è anche detto vermiglione o cinabro.


Utilizzo

È uno dei colori più usati insieme al bianco, al nero ed ai colori primari; è infatti essenziale per produrre il color carnicino della pelle sui quadri.
Vasi in lacca intagliata, Cina
Sull'utilizzo del rosso cinabro, come pigmento pittorico, si hanno notizie fin dal 1500 a.C., in Cina. Nel mondo romano venne chiamato impropriamente anche “minium”, perché confuso con un altro rosso che veniva ricavato da una resina vegetale.
È molto utilizzato anche oggi, anche se la presenza sul mercato dei rossi di cadmio ne renderebbe superfluo l'utilizzo. 
Spesso risulta non puro, con importanti quantità di carica inerte e, normalmente, ha una granulometria inferiore rispetto a quella tipica del passato, in quanto lavorato con procedimenti meccanici, cosa questa diffusa per molti altri pigmenti terrosi e minerali in genere.
Il pigmento, di un bellissimo tono rosso non molto scuro, può essere unito ad ogni tipo di legante ed essere utilizzato praticamente con tutte le tecniche pittoriche, anche se non è particolarmente consigliabile utilizzarlo a fresco, perché la combinazione con la calce ne favorisce l'annerimento.

Scena della catechesi, Affresco romano
Villa dei misteri, Pompei
Caratteristiche

Le tonalità sono molto varie: si parte da un rosso aranciato (generalmente chiamato cinabro olandese) ad un rosso lacca (l'autentico vermiglione cinese, ormai praticamente introvabile) ad un rosso profondissimo e quasi violaceo, che ha parecchia attinenza di tono con il rosso di cadmio porpora. Possiede un buonissimo potere colorante ed un eccezionale potere coprente. 
La resistenza alla luce è molto buona, com'è stato dimostrato ampiamente dai maestri che se ne sono serviti in passato, ma a patto di saperlo utilizzare con cognizione di causa.  


Cinabro o Vermiglione?
Il cinabro è un minerale contenente il pigmento rosso HgS (solfuro di mercurio), che prende il suo nome quando ricavato dal minerale stesso o assume quello di vermiglione quando ottenuto artificialmente.
I due tipi di colore risultano infatti indistinguibili a livello chimico-fisico, solo in certi casi si riesce a riconoscere il cinabro naturale a causa delle impurezze non del tutto estratte dal materiale originale (residui incolori).
Cinabro
 Il cinabro naturale (praticamente pronto all'uso) viene estratto dalle miniere situate in particolar modo in Germania, Italia (monte Amiata, Venezia Giulia e Cadore), Spagna (Almadén), Giappone, Messico e Liberia. Si presenta sotto due forme fondamentali: pietra da sminuzzare e pestare o polvere molto grossolana, che dovrà subire anch'essa una polverizzazione il più fine possibile. In entrambi i casi, dopo un'accurata polverizzazione, bisognerà procedere a vari lavaggi, i quali renderanno la polvere sempre più pura e di tono intenso.
Una facile verifica che possa confermare la buona qualità del rosso cinabro si può condurre mettendo un po' di pigmento su un ferro rovente. In poco tempo ci sarà un annerimento ma se, raffreddandosi, il tono tornerà ad essere quello originario, avremo la prova della sua purezza.
Attualmente, essendo il solfuro di mercurio tossico, per produrre il colore vengono impiegati altri composti.



Fonti: